


Stridono con quanto detto sopra i dati sulla mediazione delegate. Una crescita della cultura della mediazione deve necessariamente passare da una maggior fiducia dell’autorità giudiziaria nell’istituto. Ancora oggi, purtroppo, la stragrande maggioranza dei giudici tendono a mandare le parti in mediazione solo quando l’esperimento della stessa è condizione di procedibilità dell’azione giudiziaria. Infatti, solo nell’8% dei casi, i giudici decidono di mandare le parti in mediazione quando questa non è condizione di procedibilità della domanda giudiziale. Il dato, anche se di un solo punto percentuale, è addirittura in calo rispetto a quello fatto registrare nel 2017. L’auspicio, dunque, è che aumenti nei Giudici il livello di considerazione dell’istituto della conciliazione. La mediazione, infatti, è un alleato del Giudice in quanto è uno strumento in grado di alleggerire le cause sul ruolo e, di conseguenza, diminuire il sempre crescente carico di lavoro dei Tribunali.

Infine un focus sull’esito delle mediazioni in base alla materia. A farla da padrone in quanto ad iscrizioni vi è la materia dei contratti bancari che registra una percentuale del 50.8% se l’attenzione si concentra sugli aderenti che decidono di comparire. Purtroppo, e lo dimostra il 94% di accordi non raggiunti, continua ad esserci tanto da parte degli istituti di credito quanto da parte delle compagnie assicurative una certa reticenza ad andare oltre il primo incontro. Al contrario, la percentuale più alta di successo quando le parti decidono di andare oltre il primo incontro, la raggiungono le mediazioni in materia di patti di famiglia. In crescita rispetto agli anni passati la durata dei procedimenti con aderente comparso ed accordo raggiunto. 134, di media, i giorni utili per concludere la mediazione.



Gianmauro Calabrese